Oroscopo cinese

Non paghi del Carnevale, c’e’ un nuovo appuntamento festoso in vista. Stiamo infatti per entrare in un nuovo anno per l’oroscopo orientale: dal 16 febbraio, e fino al 4 febbraio 2019, lo zodiaco cinese ci porta nell’Anno del Cane. Dato che poi ogni segno zodiacale si associa ad uno dei 5 elementi, veniamo a sapere che il Cane si lega alla Terra, e sara’ un anno quindi Cane terra yang. Questi i dati “tecnici”; ma come sono gli appartenenti a questo segno? Questa domanda dovrebbe interessare soprattutto chi non appartiene al segno, poiche’ chi vi e’ nato dovrebbe conoscersi… Ma succede spesso, se non il contrario, almeno un fatto parallelo, che ciascuno di noi ama molto sentir parlare delle proprie caratteristiche, e chissa’ che questo alla fin fine non aiuti a conoscersi un po’ di piu’.

E dunque, i nati nel segno del Cane, ovvero negli anni (etc.) 1946, 1958, 1970, 1982, 1994, 2006, 2018, sono persone obiettive, idealiste, calme e riservate; hanno un forte senso della giustizia, danno e chiedono lealta’, procedono nei loro obiettivi con determinazione ed abilita’ nella preparazione e nella progettualita’. Solo aspetti positivi, dunque? Va bene, possono essere un poco rigidi poiche’ si basano molto sul loro metro di valori peccando, forse, di poca flessibilita’, anche se da un punto di vista pratico la dimostrano perche’ si conformano, alla fine, alle regole della maggioranza. Possono anche risultare non abbastanza sentimentali per certi aspetti, ma disponibili a valutare di volta in volta cio’ che si pone alla loro attenzione e cercare di risolverlo senza che insuccessi o cadute li facciano desistere.

E l’intero anno, come sara’ per tutti?! Prepariamoci all’impegno, perche’ sara’ un anno tutto sommato buono ma faticoso. Il nuovo periodo portera’ cambiamenti ed opportunita’, sia finanziarie che in campo sentimentale. Sara’ un anno felice per i progetti che preparano il futuro, e vedra’ progressi anche nel campo del sociale e del riconoscimento dei diritti veri, specie alle donne. 

C’e’ una nota dolente che vale sempre: l’anno del proprio segno non e’ tendenzialmente un anno fortunato, quindi i Cani  dovranno prendersi cura nel 2018 di tutti gli aspetti della propria vita, per evitare inciampi nella felicita’: salute, sentimento, finanze, incidenti fisici, tutto deve essere portato all’attenzione in modo speciale, cosi’ da placare Tai Sui, il dio dell’età nella mitologia cinese, che nell’anno del segno di nascita di ciascuno pare essere piuttosto suscettibile…

 

Oggi a Trento

Oggi a Trento (l’inizio dell’articolo uguale al titolo e’ ripreso pari pari dal Dolce Stil Novo…) si respira il Van Ba, dove l'”essenza nascosta”, il suo personale Tinh Mat, ovvero, il vento – porta via foglie e pensieri, e non si vede ma se ne percepiscono gli effetti, come nel Tao. Una manifestazione cosi’ potente che in altre citta’ ha un nome tanto e’ frequente, mentre qui e’ piu’ raro e non certo autunnale. Allora lo si puo’ godere in modo inaspettato, o farsene trascinare un po’ contrariati, a seconda che piaccia o dia, piuttosto, fastidio. Il vento non si vede ma si sente, lo si vede nei turbinii di foglie e pensieri, appunto: forse e’ per questo che a qualcuno non piace, troppa velocita’ e poco controllo di quel che passa per la mente, qualche squilibrio del Meridiano di Fegato che e’ squilibrio anche per coloro a cui invece il vento piace… Ma riusciremo a governarlo, questo vento, e arriveremo all’altra sponda con ali forse un po’ spettinate, ma doppie.

In pulmino a Torino

Un bel gruppo di allievi ed istruttori e’ approdato allo Stage Internazionale di Torino il w.e. del 17-18 febbraio 2017, provenienza Trento e Bolzano, organizzati addirittura in pulmino!

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E le emozioni dello stage sono state tante. La prima: Silvia Nones, allieva di Trento, ha ricevuto la cintura rossa e nera, con grande soddisfazione per la bella tesi elaborata e la prova pratica che aveva gia’ sostenuto alcuni mesi prima.

E poi, un altro evento che e’ stato decisamente speciale: l’attribuzione del Nome d’Arte a due allievi storici, i miei piu’ vecchi allievi del corso di Trento, Marisa e Roberto, con cui il Maestro Bao Lan mi ha fatto l’onore di iniziare la mia generazione di allievi di “famiglia”. I nomi, belli e adatti, sono rispettivamente Khiem Ly, La modestia elegante, e Tue Ly, La lucidita’ illuminata. E’ stato l’inizio di un’epoca, la prima generazione di maestri ha a sua volta spiccato un volo.

La Maestra Eliana Talamona ha organizzato un altro momento di grande successo: l’affluenza, l’atmosfera, lo spirito allegro, il duro lavoro durante tutto lo stage sono stati un esempio per tutti coloro che si impegnano per far riunire allievi e maestri in un ambiente favorevole ed accogliente.

Grazie, Eliana!

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L’importanza degli stages

Varsavia 2016

Un tema che mi sta a cuore e’  la ragion d’essere degli stages. Vi sono degli elementi noti e ormai forse (ma non per tutti) scontati: l’importanza di allenarsi intensivamente e a volte insieme a Maestri diversi, il privilegio di imparare forme fuori programma, l’entusiasmo di chi si avvicina alle Armi Tradizionali per la prima volta, la possibilita’ di approfondimento di temi gia’ conosciuti, la scoperta di elementi sempre nuovi all’interno degli insegnamenti gia’ in nostro possesso. 

Vi sono anche altre considerazioni, pero’, da fare. Con l’allargarsi della comunita’ del VTC, per esempio, spesso gli stages si tengono in luogo altro rispetto a dove si vive e si pratica usualmente. Questo si rivela solo raramente uno svantaggio: una volta usciti dal guscio, anzi, e’ uno degli elementi che attraggono maggiormente, che divertono, che operano quei cambiamenti che tanto si predica che facciano bene all’animo. Staccarsi dalla routine, fare un viaggio pur breve, allontanarsi dai soliti luoghi di azione: fa bene, aiuta nel coltivare quella flessibilita’ che il VTC tanto stimola. E, dato che in molti siamo sentimentali, si intrecciano legami nuovi con posti e persone, e subito diventano tradizione la cena in quel certo ristorante, la sauna nel tal centro benessere, la passeggiata o l’aperitivo a quella certa ora.

Come per l’assoggettarsi a sostenere un esame di VTC (il primo!), nessuno ha mai rimpianto di aver partecipato ad uno stage, mentre molti si sono rammaricati di non aver deciso il salto fuori dal nido della propria palestra e degli sguardi ormai abituati dei propri compagni di corso: come se delle persone sconosciute, nella stessa “barca” del VTC, si siano mai scandalizzate per errori o imprecisioni degli altri… E si impara anche questo, che e’ la simpatia il registro che regola e regge gli sguardi di ciascuno sia presente all’allenamento.

Quello che uno sa a livello conscio e razionale non corrisponde necessariamente alla percezione dello stesso concetto quando lo si coglie a livello inconscio, o quando lo si tocca con mano: Lo so, che agli stages si partecipa in tanti, si sostiene. Poi si va li’, e si e’ circondati da un centinaio di persone che hanno in comune magari solo questo, ma non e’ “solo” questo, e’ “addirittura” questo. E’ totalizzante, siamo li’ per quello, per quell’energia che viaggia dagli allievi di tutti i livelli agli istruttori di ogni grado e viceversa, riverberandosi dagli uni agli altri sempre nuova, arricchita, modificata nel sapore e nell’atmosfera. E allora, non importa, se non si e’ cosi’ bravi o anche se si e’ molto bravi ma ci si e’ dimenticati quella forma o non si sta riuscendo a memorizzare come al solito. Non importa, perche’ quello che rimarra’ dello stage e’ fatto forse solo del 30% della sequenza appresa, il resto e’ l’aver imparato ancora un po’ di piu’ ad imparare.

E infatti: cosa si impara dagli stages? Tecnica, naturalmente, sequenze e forme. E poi tutto il resto: la pazienza, con se stessi e con gli altri; la capacita’ di comunicazione, perche’ ci si confronta con chi spiega che a sua volta deve esporre con garbo ed efficacia quel che vuole proporre; la tolleranza, nel dividere lo spazio ed il tempo con tante altre persone, ognuna con le sue esigenze e peculiarita’; la concentrazione, che deve soccorrerci nel recepire e ricordare il piu’ possibile; la resistenza, fondamentale per non soccombere, se non allenati, a tante ore di allenamento intenso e complesso; la fiducia, all’inizio di tutto, nel fidarsi di chi invita a partecipare, anche “se solo alle prime armi”… Ognuno impara quel che gli compete: nuove forme, o resistere alla fatica, come insegnare quella certa tecnica, o come distendere l’atmosfera affaticata. E chi ha occhi attenti vede che negli stages si e’ tutti fondamentalmente allo stesso livello, perche’ a turno si puo’ essere allievi alla pari nell’apprendimento di una certa forma o di tecniche particolari.

E’ un’illusione come quella della professoressa Umbridge, di vedere “tante faccette felici” ?! Non credo. Gli stages sono sempre colmi di gioia, ed e’ la gioia che deriva dall’aver faticato insieme ad altri ed aver condiviso tanti momenti e i piu’ diversi, perche’ facenti parte di molteplici individualita’, caratteri, sense of humor, sguardi brevemente oscurati dalla fatica di una posizione seduta.. e sorrisi.

Prossimi appuntamenti

Nuovo anno? Nuovi appuntamenti!

Oltre allo Stage di Armi del 15 gennaio a PD, tenuto dal Maestro Bao Lan, ed allo stage di Chi Kung di Vigonza del 22 gennaio, organizzato dal M. Francesco Dainese con il M Bao Lan, e’ in vista ormai anche lo Stage Nazionale invernale di Torino, il 18 e 19 febbraio, organizzato dalla Maestra Eliana Talamona e tenuto dal M Bao Lan e dai maestri della Federazione. E poi lo stage internazionale a Varsavia, a fine marzo, organizzato dal M Tomasz Marszalek e tenuto da noi, maestri Ines e Claudio! Insomma, una messe di occasioni e di eventi che spaziano fra tipologie e luoghi, dando la possibilita’ ad esperti e principianti di provare e riprovare tante esperienze, sempre nuove e diverse. Vi aspettiamo!

Classi riunite

Ieri, primo giorno d’inverno 2016, ha avuto luogo la lezione a classi riunite di VTC, alle Lochere, TN.

Caldonazzo, Trento, Bolzano, San Dona’, Tassullo, Telve: tanti allievi ed istruttori uniti per una serata di allenamento ed una cena insieme, allietati… da una bella tavolata di musicisti, che con le loro armoniche a bocca ci hanno fatto compagnia per buona parte della cena 🙂 E’ vero che e’ stata una compagnia non propriamente richiesta, a tratti un po’ inquietante, ma con simpatia, perche’ fra loro c’era il mio insegnante, il Maestro Santo Albertini, che con la sua classe (stile) e la sua classe (allievi :-)) ha mostrato la bravura ed il virtuosismo di molti.

Tante chiacchiere e saluti di prammatica, prima delle feste; un vero piacere ritrovarsi cosi’ in tanti a condividere, per alcuni, forse l’unico elemento in comune, appunto: qualcuno alle Lochere non era mai stato, qualcuno non si conosceva ancora, ma i tanti anni di pratica e di amicizia di molti di noi hanno accolto ed integrato tutti, in quella che e’ certamente diventata la PRIMA EDIZIONE di un appuntamento che ne vedra’ molte altre.

Grazie a tutti! ed auguri cari ed affettuosi a voi, alle creature di vario genere presenti di persona o nel cuore, alle famiglie, a quei parenti con cui probabilmente ci si ritrovera’ fra pochissimi giorni…

Un abbraccio, Buon Natale, ed un felice e sereno Anno Nuovo.

 

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La Societa’ di Danza

La “Società di Danza” è una Federazione di circoli, gruppi ed individui che si riconoscono nel Manifesto, nel Sistema e nel Materiale Didattico” : questa e’ la definizione che il fondatore della SdD, Fabio Mollica, da’ della sua creatura, a cui anche noi siamo affiliati, come circolo Tridentum e personalmente come soci e Maestri di danza. L’argomento e’ amplissimo e merita un’attenzione speciale, perche’ coinvolge la storia piu’ che ventennale dell’opera di F.Mollica e dei co-fondatori, e piu’ che centennale della storia delle danze di societa’. Piu’ numerosi ed esaurienti spunti potranno venir trovati in www.societadidanza.it,  come anche la carrellata di splendide foto e testimonianze degli innumerevoli eventi promossi dalla SdD, in decine di citta’ in Italia ed all’estero. E’ un mondo suggestivo per stile, intenti, eleganza, maestria e professionalita’, e vale la pena provare ad accostarsi ad esso anche solo per gustare il ritorno non ad una realta’ fittizia, artificiosa o velleitaria, ma ad un ambiente e ad un’atmosfera di vera cortesia e divertimento che non mancano di affascinare e coinvolgere nel profondo.

 

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Festa dell’800

Una piccola festa ma dell’800 ! E’ stata ieri, presso il Circolo Tridentum, nella sede di Ravina a Trento, insieme agli amici del circolo ed a degli ospiti che, da eroi, hanno affrontato con grazia e successo contraddanze e quadriglie, valzer e marce. Le belle musiche e l’atmosfera serena e festosa hanno fatto della serata un bell’appuntamento natalizio, per salutare noi, il vecchio ed il nuovo anno!

 

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Gara Interregionale VVD

Pioggia di medaglie ieri, domenica 4 dicembre, al Palasport Ca’ Rasi di Padova, per la sezione di Trento della Palestra Bao Lan: 4 iscritti e 2 ori, 3 argenti, 3 bronzi!!

Mentre ancora si era immersi nella kermesse referendaria, tanti allievi, istruttori e maestri si sono ieri impegnati in una lunga giornata di arbitraggio e di gare: complimenti a Melissa Dellai ed Anna Ballico, solo per citare gli ori… 🙂

Piccole sezioni crescono… almeno nei risultati 🙂